Chiunque abbia passeggiato sulla spiaggia di Alassio o sulle alture di Albenga l'ha vista: una sagoma verde e compatta che emerge dal mare, con una torre sulla sommità. È l'Isola Gallinara, a circa un chilometro e mezzo dalla costa di Albenga. Piccola, circa 21 ettari, ma con una storia lunga e una natura preziosa.
Un nome che viene dall'antichità
Il nome deriva dalle galline selvatiche che un tempo la popolavano, ricordate già da autori latini come Varrone e Columella. Nel IV secolo l'isola fu rifugio di San Martino di Tours, che vi trascorse un periodo da eremita. In seguito vi sorse un monastero benedettino che, dopo le distruzioni saracene, divenne un'abbazia importante con possedimenti in diverse regioni del Mediterraneo. La torre di avvistamento che si vede dalla costa fu costruita tra il 1542 e il 1547 e ristrutturata alla fine del Cinquecento, quando le incursioni dal mare erano una minaccia costante per tutta la Riviera.
Una riserva naturale
Dal 1989 la Gallinara è Riserva naturale regionale. Ospita una delle più grandi colonie nidificanti di gabbiano reale del mar Ligure, e i suoi fondali, ricchi di praterie di posidonia, sono un ecosistema marino tutelato. L'isola è di proprietà privata e non è aperta alle visite a terra: proprio questa protezione le ha permesso di conservare un ambiente rimasto a lungo al riparo dalla presenza umana.
Il paesaggio dell'isola
Vista da vicino, la Gallinara mostra pareti rocciose a picco sul mare, soprattutto sul lato rivolto al largo, e un manto fitto di macchia mediterranea. Oltre alla torre cinquecentesca, sulla sommità si nota una chiesa in stile neoromanico costruita nel 1905. Sott'acqua, le praterie di posidonia hanno un ruolo prezioso: la posidonia è una pianta marina, non un'alga, che produce ossigeno, offre rifugio a pesci e invertebrati e contribuisce a proteggere le spiagge dall'erosione. È anche per questo che l'isola e il suo mare sono tutelati.
Una storia anche sott'acqua
Nelle acque intorno all'isola sono stati individuati relitti di navi romane del I secolo a.C. con il loro carico di anfore. Nel 1950 l'archeologo Nino Lamboglia condusse qui una delle prime campagne di scavo subacqueo in Italia, un'esperienza pionieristica per l'archeologia del mare. Oggi le immersioni sono consentite solo accompagnati dai diving center autorizzati.
Come vederla da vicino
Il modo più semplice per avvicinarsi è un giro in barca. Nella bella stagione diverse compagnie private propongono escursioni con partenza dai porti della zona, tra cui Alassio, Laigueglia e Loano: la formula classica è la circumnavigazione dell'isola, senza attracco, e alcune uscite prevedono una sosta per il bagno o lo snorkeling. Durata, orari e tariffe cambiano a seconda dell'operatore e della stagione, quindi conviene informarsi direttamente nei porti o presso gli uffici turistici.
La Gallinara da terra
Anche senza salire su una barca, l'isola accompagna ogni giornata in questo tratto di costa. La vista più bella è forse quella dalla Via Julia Augusta, l'antica strada romana tra Alassio e Albenga, dove l'isola appare tra gli ulivi a ogni curva. Dalla spiaggia di Alassio, invece, si apprezza la sua forma allungata, soprattutto al tramonto. Chi ama il mare anche quando l'estate è finita trova altri spunti nella guida al mare fuori stagione in Riviera.
Al rientro, il terrazzo di Villa Valentina regala un altro sguardo sul mare ligure: quello sul porto di Andora, ideale per l'ultima luce della giornata. E se la giornata in barca ti ha fatto venire voglia di mare aperto, ricorda che anche dal porto di Andora partono uscite in barca e attività di vela: informati direttamente al porto turistico sulle proposte della stagione.
Un'altra vista sul mare
Villa Valentina ha due terrazzi con vista mare, uno di 70 mq al piano terra e uno coperto al primo piano: il posto ideale per raccontarsi la giornata in barca.